Publichiamo un articolo del Professsore Andrea Pubusa che è parte di un commento intervento inoltrtao e pubblicato sul blog indicato in calce.

Ringrazio e vi lascio alla Lettura.
Vincenzo.A.Romano

 

Unità della sinistra, statutaria e conflitto d’interessi
di Andrea Pubusa

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C’è una questione urgente anche in Sardegna, su cui stiamo lavorando poco: l’unità della sinistra. Tiene il campo la vicenda, invero poco entusiasmante, della formazione del PD, ma a questa le forze sparse della sinistra non oppongono nulla, che è anche peggio, perché, più male che bene, l’unificazione DS/Margherita intercetta un sentimento profondo dei cittadini: la semplificazione del sistema partitico, la unificazione delle forze del centrosinistra. Per questo è importante l’iniziativa unitaria del Manifestosardo sul futuro G8 di La Maddalena ed è altrettanto importante la risposta positiva e propositiva del segretario regionale del PRC, Michele Piras, su Manifestosardo. C’è anche una buona unità sui temi del lavoro, come testimonia ancora il dibattito in vista della manifestazione del 20 ottobre.
C’è però un terreno su cui, mentre le posizioni sono vicine o addirittura identiche sul piano nazionale, in Sardegna si è manifestato una incomprensibile giravolta: la questione istituzionale. Siamo tutti, da Giordano a Diliberto a Mussi, per un proporzionale corretto alla tedesca, siamo contro il presidenzialismo o, qualcuno, per un presidenzialismo fortemente temperato e qui invece PRC e PDCI si schierano per la legge statutaria. Manifestosardo e vasti settori di SD, dello stesso PRC e del PDCI, oltre che molti semplici cittadini di sinistra sono invece fra i più attivi sostenitori del NO. E’ questo un terreno fondamentale, il terreno della democrazia, non possiamo nascondere le nostre divisioni, bisogna parlarne non per dividerci ulteriormente ma per giungere ad una sintesi unitaria. Con questo spirito voglio parlare di un tema centrale per la sinistra: il conflitto d’interessi. Tornerò in altra occasione su due altri temi centrali il Presidenzialismo e gli istituti di democrazia diretta (questa statutaria li limita fortemente rispetto alla legislazione vigente!).
Cosa dicono i sostenitori del sì da sinistra: c’è in atto una manovra antiSoru a cui non dobbiamo prestarci. Se fosse vero quanto dicono coloro che vedono nel referendum sulla legge statutaria un surrettizio tentativo di far fuori Soru, ci sarebbe, però, una ragione in più per votare NO. Le leggi costituzionali e ordinamentali hanno una superba pretesa: quella di durare nel tempo. Ciò vuol dire che questa legge statutaria vigerà e avrà applicazione con altri presidenti. Ve l’immaginate una statutaria come questa che non vieta ma legittima il conflitto d’interessi in mano ad un Presidente titolare di imprese importanti? Questa legge gli consentirebbe anzitutto di mantenere la gestione e l’informazione fondamentale sulle sue imprese perché è vero ch’egli deve nominare un fiduciario, ma altrettanto vero che mantiene il diritto d’essere informato e di decidere sulle questioni rilevanti. Ed allora un imprenditore importante reciterebbe due parti in commedia: farebbe allo stesso tempo il Presidente e l’imprenditore. E, dunque, quando deciderebbe sulle strategie economiche della Regione terrebbe conto delle strategie economiche delle sue imprese. Non solo: ma questo imprenditore-Presidente potrebbe (perché glielo consente la legge statutaria) partecipare alle gare indette dal Presidente-imprenditore. E per di più, quel Presidente avrebbe anche il potere di nominare e revocare i funzionari che presiedono le commissioni di gara. Che bella par condicio sarebbe! Come se Cellino avesse il potere di nomina e di licenziamento degli arbitri delle partite del Cagliari. Che bel campionato! Non solo ma le società dell’imprenditore-Presidente potrebbero, senza determinare nessuna delle incompatibilità che valgono per i normali cittadini, avviare contenziosi con la Regione e si troverebbe contro il Presidente.imprenditore, che, com’è noto rappresenta in giudizio la regione e rilascia la procura alle liti agli avvocati regionali. Non solo, come ogni buon cliente, indicherebbe loro se non la tattica, la strategia processuale. E al tempo stesso indicherebbe le strategie al fiduciario posto a capo delle proprie imprese. Insomma questa legge compie il miracolo di consentire una lite fra imprenditore-Presidente contro Presidente-imprenditore! E Se il Giudice convoca le parti? Potremmo avere da una parte per la Regione il Presidente-imprenditore e dall’altra il fiduciario dell’imprenditore Presidente! Oggi questa situazione, una lite del Presidente con la Regione lo renderebbe incompatibile.
E se il futuro Presidente avesse una società alle Isole vergini o in un altro paradiso fiscale e fosse abile nel mascherare le proprie imprese, insomma se fosse un mago della finanza, potrebbe anche avere partecipazioni in società con interessi vari, ad esempio immobiliari e, come Presidente, col potere d’intesa che gli dà il Piano Paesaggistico, potrebbe consentire una lottizzazione in deroga proprio alle società da lui nascostamente partecipate. Insomma un’intesa Presidente-imprenditore/imprendere Presidente! Un altro miracolo della statutaria!
Ecco perché proprio coloro che paventano la rapida fine di Soru, dovrebbero cancellare questa legge statutaria per evitare che un imprenditore disinvolto possa divenire Presidente, avendo a disposizione praticamente tutte le leve del potere pubblico, mantenendo la titolarità e il controllo delle proprie imprese e, dunque, surrettiziamente (ma anche pubblicamente) favorirle. Questi sostenitori di Soru dovrebbero poi tener conto che la cosa non cambia se viene eletto alla Presidenza un dipendente di un imprenditore importante o una persona collegata con lui politicamente. Vi immaginate un Pili coi poteri di Soru ?
Non solo: questa legge proprio perché non pone preclusioni, anzi avvantaggia chi diviene imprenditore-Presidente indurrà imprenditori importanti a candidarsi e a spendere molto per conquistare le leve del comando regionale o per affidarle a propri fiduciari: una vero colpo mortale alla democrazia!
M i sostenitori della Statutaria (PRC e PDCI in testa) obiettano: a questa legge non c’è alternativa. Ma come tutto il popolo del centrosinistra ha invocato e invoca una legislazione seria sul conflitto d’interessi ed ora una parte dei progressisti o addirittura della sinistra sarda accetta una disciplina di stampo berlusconiano, imbelle e pericolosa? No. L’alternativa c’è, basta volerla. Le leggi stabiliscono già l’ineleggibilità dell’autista della provincia e non possono prevedere quella di un imprenditore importante con interessi e ramificazioni e colleganze varie e ovvie nel mondo imprenditoriale? Insomma, ci scandalizziamo per i privilegi della casta e diamo ad un esponente della casta imprenditoriale (che esiste da sempre, come ha detto il buon Giovanni Berlinguer) anche immensi poteri pubblici e ulteriori privilegi privati? Di più: vogliamo che lo stato detti le regole del gioco agli imprenditori e accettiamo che un imprenditore le detti per sé, per i suoi amici-impprenditori e per i sui avversari? Che bella sana concorrenza in Sardegna!
Siccome la favola parla di noi e anche dell’oggi, com’è possibile che da sinistra si appoggi una legge che legittima oggi e, peggio ancora, domani il conflitto d’interessi? Ma si è detto: non c’è alternativa. Ed allora ecco allora l’alternativa, semplice, semplice, una proposta secca ed elementare: l’imprenditore che supera un certo fatturato (5 milioni di euro?) è in eleggibile, non può candidarsi. Una proposta che Furio Colombo ha già presentato al Senato, che costituisce, come egli dice nella relazione, «un intervento preventivo», e si «propone di rendere impossibile l’instaurarsi, presso qualsiasi carica di governo, di una situazione di conflitto di interessi che è la peggiore infezione nella vita pubblica e nella moralità di una comunità e di un paese».
Ecco la sinistra è sempre stata ferma e netta contro il conflitto d’interessi. Al PRC e al PDCI diciamo che bisogna esserlo anche in Sardegna. Per fare questo bisogna dire NO a questa statutaria, bisogna che non diventi legge, perché se passa vigerà presumibilmente per molto tempo e un imprenditore importante si troverebbe in una situazione grave di conflitto d’interessi e, come dice Furio, Colombo introdurrebbe nella democrazia sarda “la peggiore delle infezioni” . Vuol’esserne responsabile anche la sinistra?

vedi, per il commento

http://libertadinformazione.wordpress.com/2007/09/29/ma-il-referendum-non-e-il-regicidio/


 leggi : Federazione di Cagliari

 
 

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