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Biografia essenziale di Giovanni De Murtas Giovanni De Murtas nasce ad Osini il 7 agosto 1957 ma vive gran parte della sua giovinezza ad Ulassai dove intrattiene legami di profonda amicizia con i coetanei locali e dove vivono gran parte dei suoi parenti. Frequenta le scuole superiori nel vicino liceo scientifico di Jerzu dove si diploma a pieni voti nel 1976.
Impegnato attivamente nei movimenti studenteschi fin dai primi anni settanta muove i suoi primi passi nel mondo politico partecipando direttamente alla creazione del PDUP (Partito Di Unità Proletaria) dove svolte una importante attività di coordinamento e direzione. In tale contesto profonde gran parte della propria energia creativa e militante nei cosiddetti “Collettivi di Base” considerati, a tutti gli effetti, la prima importante ed autentica palestra politica e sociale nel quale il giovane De Murtas da subito prova di possedere quelle doti di impegno e di capacità che gli consentiranno in pochi anni di percorrere le tappe di una carriera ad altissimo livello.
Si iscrive nel 1976 nella facoltà di Lingue e Letteratura Straniera, presso l’Università degli Studi di Cagliari, dove continua il proprio impegno militante dell’ambito di un nuova formazione politica chiamata DP (Democrazia Proletaria), e si riconosce prevalentemente nel vasto movimento studentesco particolarmente attivo in quegli anni.
Completato il corso di studio universitario nel 1982, si laurea a pieni voti con una tesi su Roland Barthes e, sebbene continui incessantemente il proprio impegno in ambito politico, si dedica da subito e con particolare entusiasmo a quell’occupazione verso la quale si era sempre sentito attratto: l’insegnamento. Sono anni intensi ed essenziali per la formazione umana dell’insegnante De Murtas chiamato a svolgere il proprio ruolo di docente di lingua straniera in numerosi istituti superiori della provincia di Nuoro.
Questo continuo viaggiare, essere quotidianamente in contatto diretto con la gente e con le diverse aree di un territorio povero e depresso gli consentiranno di maturare ed acuire, ancor di più, la propria sensibilità ed attenzione umana e politica verso le problematiche reali delle zone interne dell’Ogliastra e del Nuorese, in una compartecipazione autenticamente sentita e vissuta alle difficoltà oggettive di un territorio angustiato da secoli di ritardo ed abbandono. Fondamentale, in tale frangente, fu il suo impegno per la costituzione dei Cobas Scuola.
Fu un periodo di autentica formazione umana oltreché politica assolutamente fondamentale per acquisire coscienza e consapevolezza sul valore autentico e reale dei problemi “veri” di quella popolazione che anni dopo avrà il compito di rappresentare ai massimi livelli istituzionali.
E’ nostra convinzione che fu proprio questo periodo o meglio il ricordo vivo del contatto sincero ed autentico con gli studenti, i colleghi, le famiglie, la gente comune di questi anni il serbatoio ricchissimo di umanità a qui attingerà abbondantemente negli anni del proprio impegno parlamentare. E questo è ciò che, in verità, auguriamo, di cuore, a molti politici attuali che spesso espertissimi di sottigliezze accademiche e procedure giuridiche e partitiche di palazzo, non di rado scordano o dimenticano il contatto diretto che dovrebbe unirli verso coloro dai quali hanno avuto la fiducia e l’investitura rappresentativa.
Il lavoro di insegnamento e la passione politica di quegli anni non assorbono completamente il futuro deputato che trova anche il tempo di impegnarsi nel Gruppo Speleo-Archeologico “N. Businco”, istituito ad Ulassai e con il quale parteciperà a numerose escursioni ed iniziative di analisi e ricerca sul territorio.
I grandi stravolgimenti sociali e politici seguiti alla caduta del muro di Berlino, al crollo del regime sovietico ed allo sfaldamento dei tradizionali blocchi geo-politici mondiali, e che portarono, per le vicende note, allo scioglimento del PCI ed alla fondazione del PDS, videro Giovanni De Murtas confluire nelle file del Partito Della Rifondazione Comunista.
La militanza politica ed il consueto impegno di quegli anni epocali lo portarono a ricoprire la carica di Segretario della Federazione di Nuoro.
Arriviamo alle elezioni del 1994 ed i vertici del partito individuano e circoscrivono per i vari candidati le aree geografiche nelle quali chiedere la fiducia popolare. Tutti i collegi nei quali si presume di ottenere una facile e probabile affermazione di voto vengono assegnati a candidati affermati. Rimane vacante solo una zona particolarmente difficile: il collegio n. 6 della Sardegna, nel quale, secondo i sondaggi, si è certi di non ottenere molto consenso. Si tratta di una sconfitta sicura ed il partito non sa proprio a chi assegnare il difficile compito di candidato che sa bene di non avere molte possibilità di successo.
Ancora una volta Giovanni De Murtas, totalmente scevro da egoistiche ambizioni personali, dimostra la propria dedizione ad una politica autentica, fatta di alti valori ideali e lontana da certa attuale ricerca ossessiva del successo a tutti i costi.
Ma, come spesso accade, le previsioni iniziali si dimostrarono completamente errate. Il Partito della Rifondazione Comunista perdette clamorosamente in alcuni collegi ritenuti “sicuri” ed ottenne una grande acclamazione proprio in quell’area così difficile data per perdente. Con grande meraviglia ed incredulità dello stesso candidato, Giovanni De Murtas diventa parlamentare della Repubblica Italiana presso la Camera dei Deputati.
Nella veste di membro della Commissione Parlamentare Industria si occupa attivamente dei problemi della Cartiera di Arbatax e della realtà mineraria del Sulcis.
Rieletto nel 1996 è chiamato a far parte della Commissione sulla Vigilanza dei Servizi Radiotelevisivi, e della VII Commissione Cultura dove si distingue per il proprio impegno nella riforma della scuola pubblica.
A fine ’98, dopo la crisi del governo Prodi, si consuma la scissione all’interno del Partito Della Rifondazione Comunista. In tale frangente l’on. De Murtas da prova di autentico spirito unitario cercando, fino all’ultimo, di ricucire lo strappo venutosi a creare nel suo partito in cui credeva fortemente. Nonostante numerosi tentativi, per riavvicinare le varie posizioni, è costretto ad arrendersi a malincuore alla ineluttabilità della scissione e, si schiera col gruppo cossuttiano che darà origine al Partito Dei Comunisti Italiani. Nel PDCI ricopre la carica di segretario provinciale prima e regionale poi.
Il 1 aprile 2000, nel pieno vigore del proprio impegno sociale, di ritorno da Cagliari dopo un ennesimo incontro politico, al Km. 24 della strada 125, l’on. Giovanni De Murtas si schianta contro un albero sul ciglio della strada. Termina tragicamente la vicenda umana e politica di un uomo che ha dedicato, disinteressatamente e con umiltà, l’intera esistenza al progresso democratico e civile della propria nazione nella difesa e nel rispetto delle idee di uguaglianza, di giustizia e di progresso in cui credeva e per cui aveva sempre combattuto.
Motivazioni
Perché dedicare questo premio a Giovanni De Murtas?
La prematura scomparsa del deputato ulassese ha turbato profondamente la comunità ogliastrina e non solo. A tre anni di distanza dalla sua tragica morte è ancora vivissimo il ricordo tra coloro che lo hanno conosciuto ed, ancor di più, si sente la mancanza di una esistenza interamente dedicata ai valori autentici e supremi della civiltà, della democrazia, della “Politica” con la “P” maiuscola intesa come missione civile lontana dalla volgare grettezza degli interessi personali e partitici ma volta al benessere pubblico per un miglioramento collettivo della vita di tutti e soprattutto delle fasce più deboli ed emarginate della popolazione.
Ecco perché l’Associazione Culturale “Sa perda e su entu” ha deciso, con questa iniziativa, di non dimenticare, non relegare l’esempio di un impegno umano e civile esemplare nel limbo ingrato dell’oblio. Perché i valori e gli ideali supremi su cui l’on. De Murtas ha fondato la propria vita non siano stati invano, appiattiti dall’indifferenza, dal disimpegno, dall’intolleranza, da una politica meschina, miope e arrivista che contraddice la sua più intima essenza di servizio pubblico, di attività ed impegno disinteressato al servizio degli altri.
Ecco perché, anche, un premio letterario, uno strumento squisitamente didattico, un mezzo privilegiato di crescita umana, sociale e civile che ben si addice ad un uomo che della scuola, del suo progresso, dell’innalzamento della cultura altrui, ha fatto la propria bandiera politica e professionale. Uno strumento per insegnare ai nostri ragazzi il valore più autentico di una esistenza sempre e comunque al servizio degli altri, perché colgano l’insegnamento che solo con la propria personale abnegazione, con il nostro, magari piccolo ma fondamentale, impegno possiamo far sì che prevalgano quelli che sono gli aspetti più alti e nobili di una civiltà che spesso confonde e travalica il confine tra l’umano ed il belluino.
In una società sempre più cinica, caratterizzata da un arrivismo freddo, privo di regole e di freni etici e morali, volta esclusivamente al raggiungimento ad ogni costo di beni e valori effimeri e vuoti, si è persuasi che l’esempio di un uomo autentico che ha dedicato tutto se stesso, fino al sacrificio più estremo, alla difesa ed al progresso di ciò in cui credeva possa essere il più bel dono che si possa fare ai nostri ragazzi sempre più soli, perennemente indecisi, privi di valori autentici, ideali forti e certezze di riferimento.
Questo, a nostro avviso il significato profondo ed autentico che vogliamo assegnare alla nostra iniziativa, interpretare la vicenda umana e politica del deputato ogliastrino come messaggio ed insegnamento rivolto alle nuove generazioni per un impegno concreto nella vita, nella politica, nella cultura, nella comprensione e nel miglioramento di un mondo sempre più caotico ed in continua evoluzione ma sempre più bisognoso di esempi di umanità, rettitudine ed impegno.
tratto da "Sa perda e su entu"
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