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“Law & Order” a go-go e i: morti parte del sistema
di Vincenzo A. Romano |
La tracotanza ha un limite, anzi deve avere un limite perché è ormai segno distintivo e pericoloso di politici ed uomini di potere.
Partiamo dalla lettura dei giornali.
Un consigliere comunale (di AN e per questo avremmo avuto paura di slogan del tipo law & order e tolleranza zero) insorge, a Nuoro contro la Questura che ha imposto un adeguato, e ordinativamente dovuto, servizio di prevenzione per una partita di calcio –nel caso si fosse svolta- in modo da prevenire appunto i tragici avvenimenti come quello di Catania, mentre il presidente della Lega calcio (già una volta cacciato, non dimentichiamolo) in nome del dio denaro , altro che ‘The show must go on’ , si permette di dichiarare che : “Il calcio non può chiudere, i morti sono parte del sistema”.
Dichiarazioni ignobili, di inaudita tracotanza e violenza contro le istituzioni –il morto è un ispettore della Polizia di Stato- che fanno il paio con l’attacco allo Stato che l’illegalità diffusa sta riversando attraverso lo scontro, negli stadi, con le forze di polizia.
Perché di questo si tratta, ormai è chiaro. E’ il frutto di anni di illegalità diffusa, tollerata, mai combattuta nelle scuole, giocata abilmente a fini di potere.
Come non ricordare al consigliere comunale il suo vicepresidente del Consiglio a Genova, intento ad interferire, non sappiamo come, ma irritualmente dentro la sala operativa della Questura?
Cosa è per costoro la Polizia di Stato? Il manganello contro i lavoratori della vecchia memoria di centrodestra?
Piangeva Pasolini a Roma: “Quando ieri a Valle Giulia avete fatto a botte/coi poliziotti/io simpatizzavo coi poliziotti!/
Perché i poliziotti sono figli di poveri./ Vengono da periferie, contadine o urbane che siano.” /
E Pasolini è stato ucciso dalla stessa violenza tracotante –fra i fermati vi sono giovani, come allora, della borghesia benpensante- che oggi va all’attacco dello Stato.
Perché lo Stato è freno, è ordine, giustizia ed equità sociale e nuoce sia ai facinorosi che spostano il campo dello scontro fisico sia agli affari che hanno fagocitato tutto lo spendibile, dal sudore dei lavoratori alle grasse partite di calcio.
Ed in questo quadro sono entrambe inaudite sia le dichiarazioni del consigliere comunale che accusa la polizia di provocazione quando opera prevenzione sia quelle di Matarrese che con una sfrontatezza da feudatario imbolsito mette in conto i morti nei suoi bilanci finanziari.
E non si tratta di voce dal sen sfuggita come ci vorranno far credere quando con le loro smentite ammetteranno fra i denti una imbecillità abissale, perché sui giornali sardi sono in molti a censurare il comportamento del Questore, anche il vescovo minimizza col suo “ma da noi la gente è tranquilla”, mentre parte del mondo finanziario concorda con i bilanci di Matarrese.
Non si tratta, nemmeno oggi, di questioni sociali, di protesta della società povera, della lotta classista; si tratta invece di difendere beceri ma remuneratissimi interessi, gestione del potere in assenza di “lacci e laccioli” in uno stato dove “le tasse non si pagano se superano un certo limite” ed i lavoratori, che pretendono di uscire dallo stato di precarietà in cui il mondo della finanza globale li ha rinchiusi come paria intoccabili e da cui non farsi avvicinare, tentano di riacquistare dignità.
In queste ore di cordoglio e di vuoto abissale la Chiesa, la stessa Chiesa intenta a difendere privilegi secolari su vita morte e matrimoni ha mostrato disinteresse per il morto.
C’è voluto il buonsenso di un catanese, il vituperato buonsenso nazional-popolare per mostrare che anche il Papa è nudo.
E quelle parole, proprio perché lanciate da un popolarissimo, ma indignato, uomo di spettacolo in faccia a giornalisti giustificatori e presentatrici allibite hanno colto il segno.
Volavano ieri notte sulle bocche di altrettanti indignati intervistati mentre a Roma si tacevano ed una imbecille rete televisiva insegnava, per chi non ne fosse ancora informato, il più semplice sistema per costruire una bomba-carta; se così ancora la volete chiamare visto che l’esperto artificiere, le sue mani pareva volassero fra carte cartoni e sacchetti, a domanda rispondeva “Di solito bastano due o tre etti di polvere nera, un cacciatore col porto d’arma ne può comprare due o tre chili alla volta”.
Stupidità, ignoranza, voglia dello scoop ad ogni costo? Ma quella televisione non è più spazzatura: è criminale.
Non diversamente da chi fa certe dichiarazioni e difende, questa volta sì contro la vita, sporchi affari e remoti paradisi fiscali.
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